Infiammazioni respiratorie, la carta dell’acido ialuronico.

L’acido ialuronico ce l’abbiamo dentro, è componente endogena essenziale dei tessuti connettivi di tutti i mammiferi, incluse cartilagini e tendini, ma anche pelle, pareti dell’aorta, cordone ombelicale. Li “lubrifica” e rafforza, salvo “declinare” con l’avanzare dell’età. Ė per questo che il suo nome è associato comunemente alla moderna dermatologia estetica (in particolare per limitare le rughe), oltre che per il trattamento dei problemi articolari. Meno noto ai più è il suo apporto a un’altra funzione essenziale, la cura delle infiammazioni alle alte vie respiratorie.

 

 

Di tumore al seno si può guarire. Con la ricerca.

L’acido ialuronico ce l’abbiamo dentro, è componente endogena essenziale dei tessuti connettivi di tutti i mammiferi, incluse cartilagini e tendini, ma anche pelle, pareti dell’aorta, cordone ombelicale. Li “lubrifica” e rafforza, salvo “declinare” con l’avanzare dell’età. Ė per questo che il suo nome è associato comunemente alla moderna dermatologia estetica (in particolare per limitare le rughe), oltre che per il trattamento dei problemi articolari. Meno noto ai più è il suo apporto a un’altra funzione essenziale, la cura delle infiammazioni alle alte vie respiratorie.

 

Al loro insorgere, la risposta più comune e sicura, specie per i bambini, è quella delle soluzioni ipertoniche, che hanno una funzione “idratante” capace di “decongestionare” le cavità nasali e quindi la rimozione del muco. Ma ora si può fare di più. “Da anni la soluzione viene associata la somministrazione di acido ialuronico, sia per aumentare la compliance da parte del paziente, rendendo il trattamento più tollerabile, sia per coadiuvare all’azione antiedemigena e antifiammatoria”, spiega il professor Manuele Casale, dell’Università Campus Bio-Medico di Roma.

 

L’acido ialuronico include infatti qualità “antinfiammatorie, mucoregolatrici, antiedemigene e ristrutturanti, e perfino batteriostatiche”, creando una sorta di patina protettrice della mucosa, che – aggiunge l’esperto - blocca l’afflusso di patogeni e contrasta quelli preesistenti”. Sul profilo di sicurezza la sua dimensione “endogena”, naturalmente presente nell’organismo, costituisce una garanzia, tanto che viene indicata anche per le donne in gravidanza, senza controindicazioni.

 

A proposito, “la rinite gravidica si manifesta nel 30% delle donne durante l'ultimo trimestre” di gestazione, ricorda il professor Sandro Gerli, dell’Università di Perugia, sottolineando l’importanza di un trattamento tempestivo: “Essa può causare numerose complicanze come ipertensione gestazionale, ritardato sviluppo fetale in utero e minore benessere neonatale alla nascita”.

 

In generale, “le patologie più frequenti delle alte vie aeree sono le riniti vasomotorie allergiche e non allergiche e le forme infettive quali le rinosinusiti”, spiega il presidente dell’Accademia Italiana di rinologia Matteo Gelardi, confermando il potenziale della nebulizzazione locale tramite acido ialuronico che “faciliterebbe il ripristino della clearance mucociliare, compromessa dalla patologia immunoflogistica”. La letteratura scientifica in proposito è oramai solida: si riducono i disturbi e i sintomi, si accelera la guarigione


FONTI
farmacista33.it
pacinimedicina.it
ansa.it
ok-salute.it