Raffreddore o allergia? Qualche indicatore e semplice rimedio

Si temono le influenze, che al di là dei “picchi” invernali sono sempre in agguato, ma si tendono a sottovalutare gli ancor più diffusi semplici raffreddori. Hanno sintomi più blandi e meno debilitanti, sicché sovente si trascurano, dimenticando l’esistenza di aiuti e rimedi di facile accesso e impiego. Soprattutto, si tende a fare un po’ di confusione in sede di “auto-diagnosi”, ad esempio scambiando un comune raffreddore, perlopiù di origine virale, con una reazione allergica.

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Il primo caso è segnalato dai sintomi “classici” quali il naso chiuso, l’abbondante secrezione, gli starnuti, magari qualche prurito o un pochino di febbre, e a volte una sensazione di debolezza che, seppur lieve, assomiglia vagamente a una vera influenza. Il “raffreddore allergico” è un’altra cosa. Ha un esordio ben più repentino di quello “stagionale”, ma con una congestione (e secrezione) nasale inferiore, e non accompagnata da febbre o altri sintomi influenzali (come il dolore osteo-articolare). Piuttosto, compaiono altri disturbi, quali la secchezza della gola, lacrimazioni e arrossamenti oculari, oltre che una durata generalmente superiore, associata alla fioritura delle piante di cui si è allergici.

Contro il raffreddore allergico esistono alcuni vaccini, oltre che cortisonici e antistaminici, su cui è prezioso un consulto medico. Quando invece si tratta solo di una versione “comune”, l’errore più diffuso è appunto quello della sottovalutazione, associata a una scarsa conoscenza dei rimedi, disponibili anche senza ricetta medica, oltre che sostanzialmente senza controindicazioni.

Ė ad esempio il caso della soluzione fisiologica (preziosa già per i bambini, che hanno difficoltà a soffiarsi il naso), o ancor più decisiva quella “ipertonica”, che ha una concentrazione salina superiore a quella delle cellule, liberando quindi l’acqua che favorisce l’espulsione del muco. Ha lo stesso effetto dei cosiddetti “vasocostrittori”, ma senza i medesimi effetti avversi. E porta a un sollievo non solo “sintomatico”: “i lavaggi” – spiega il bronco-pneumologo Renato Cutrera - possono contribuire a ripristinare il normale equilibrio idroelettrolitico, richiamando la presenza di acqua che rappresenta il motore per il buon funzionamento delle ciglia” protettive del naso.

Attenzione perché il raffreddore “di stagione” è assai diffuso in questi giorni, tra repentini cambi meteorologici e il rientro dalle ferie. In molti casi si è allontanato dal sollievo salino dell’aria marina. Quasi sempre, si torna a una situazione di stress, tempi di riposo ridotti e altre fatiche. Variabili socio-emotive che, come ampiamente documentato dalla scienza, rappresentano di per sé fattori di rischio.


FONTI
https://www.tantasalute.it/articolo/raffreddore-come-riconoscere-lo-stagionale-da-quello-allergico/5293/
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=12883117
https://www.efarma.com/consigli/soluzioni-ipotoniche-ed-ipertoniche-quale-differenza/
https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/articoli/lesperto-risponde/lavaggi-nasa