Educazione dei figli, non dimentichiamoci del corpo (e del gioco)

E adesso muovetevi. Tenetevi lontani dai tablet, e per un po’ lasciate stare anche i compiti. Andate a giocare. Lo racconta perfino qualche animatore, di quelli assoldati per intrattenere i bambini durante le loro stesse feste: che, purtroppo, hanno sempre più necessità di lui, per fare la cosa più naturale, bella e istruttiva della loro infanzia: giocare, sviluppare la fantasia, individuale e collettiva, e farlo muovendosi. Un’esigenza documentata, così com’è amaramente documentato il problema della sedentarietà dei bambini, specie in Italia.

Educazione dei figli, non dimentichiamoci del corpo (e del gioco)

Nei giorni scorsi è uscito infatti l’ultimo aggiornamento dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sulla sedentarietà in Europa, e il nostro Paese presenta i dati più allarmanti, con tassi di sovrappeso intorno al 40%, e qualche punto in più per i maschi, tra i quali nel 21% si arriva addirittura all’obesità. Tra le ragioni, ci sono i disordini nell’alimentazione, ma la causa principale è riconosciuta proprio nella scarsa mobilità dei bambini.

Al problema si aggiunge un difetto di consapevolezza nell’ambito della stessa famiglia. L’89% dei bimbi in sovrappeso e il 52% degli obesi non vengono neppure percepiti come tali dai genitori. “Essi devono fare la loro parte – incalza il presidente dell’Istituto Sanitario di Sanità Walter Ricciardi - circa il 40% delle madri di bambini in sovrappeso o obesi ritiene che il peso del proprio figlio sia nella norma”.

Al problema si aggiunge un difetto di consapevolezza nell’ambito della stessa famiglia. L’89% dei bimbi in sovrappeso e il 52% degli obesi non vengono neppure percepiti come tali dai genitori. “Essi devono fare la loro parte – incalza il presidente dell’Istituto Sanitario di Sanità Walter Ricciardi - circa il 40% delle madri di bambini in sovrappeso o obesi ritiene che il peso del proprio figlio sia nella norma”.

Il sovrappeso non è solo una questione estetica, bensì di salute, di rischio aumentato di varie patologie nel breve e nel lungo periodo. Non è solo colpa delle famiglie, comunque, tutt’altro. Perfino negli Stati Uniti, dove la pratica sportiva è ben più sostenuta nell’ambito delle stesse strutture d’istruzione, sono recentemente emersi, da uno studio dell’Accademia Americana di Pediatria, dati allarmanti in proposito. Sedentarietà in aumento, con la complicità delle scuole, alcune delle quali hanno ridotto il tempo riservato all’intervallo, e a volte perfino azzerato quello dedicato allo sport, oltre che all’arte o alla musica.

Morale, negli ultimi 17 anni il tempo dedicato alle attività ludiche all’aperto è sceso del 25%. Il gioco permette invece la crescita delle facoltà cognitive, psico-sociali ed emotive. E se si gioca in movimento, si potenzia lo sviluppo dell’apparato scheletrico e muscolare e dell’intero organismo. Su “quale sport migliore”, a seconda dell’età, le opinioni degli esperti non sempre convergono. Salvo il fatto che va praticato con frequenza, almeno un paio di volte a settimana. E che l’istruttore sia non solo un “allenatore”, ma anzitutto una persona consapevole delle necessità fisiche e pedagogiche del piccolo.

FONTI
www.nostrofiglio.it
tg24.sky.it
it.notizie.yahoo.com
geminiresearchnews.com