Aderenza terapeutica: che cosa significa?

Aderenza terapeutica: che cos'è?

L'OMS definisce come aderenza terapeutica il grado in cui il paziente segue le raccomandazioni del medico riguardanti le dosi, i tempi e la frequenza dell'assunzione del farmaco per l'intera durata della terapia. Già al congresso dell'OMS tenuto nel giugno 2001 nell'ambito del progetto per l'aderenza terapeutica, l'organizzazione ha adottato una definizione più ampia, quella di Haynes e Rand, che definisce l'aderenza terapeutica come la misura in cui il comportamento di una persona - nell'assumere farmaci, seguire una dieta e/o attuare cambiamenti nello stile di vita - corrisponde alle raccomandazioni di professionisti sanitari condivise dal paziente.

Il valore che descrive l'aderenza terapeutica è espresso come percentuale tra il numero delle persone che seguono scrupolosamente tutte le prescrizioni mediche rispetto al numero totale delle persone che dovrebbero seguire quelle stesse terapie.

Aderenza terapeutica: che cosa significa?

Chi coinvolge?

L'aderenza terapeutica coinvolge tutti, perché riguarda sia terapie per patologie croniche sia quelle per malattie più lievi come il raffreddore, e anche perché siamo tutti potenzialmente soggetti all'uso di terapie. Possiamo inoltre supportare i nostri familiari agevolandone l'aderenza alla terapia.

Perché è importante?

"I medicinali non funzionano se non li prendi."

La scarsa aderenza alle prescrizioni del medico è la principale causa di inefficacia delle terapie farmacologiche e comporta un aumento degli interventi di assistenza sanitaria, della morbilità e della mortalità, costituendo un danno sia per i pazienti, sia per il sistema sanitario e per la società.

L'importanza dell'aderenza terapeutica è particolarmente evidente nelle terapie croniche, infatti è stato dimostrato che, ad esempio dopo un infarto cardiaco, rispettare le indicazioni di assunzione riduce del 75% la probabilità di recidive, mentre non assumere con costanza i farmaci antiipertensivi aumenta di circa il 30% il rischio di infarto o ictus.

"L'aderenza terapeutica in cifre"

Dalle analisi contenute nel  Rapporto OsMed 2013, poco più della metà dei pazienti (55,1%) affetti da ipertensione arteriosa assume il trattamento antipertensivo con continuità.

Da studi osservazionali è emerso che quasi il 50% dei pazienti in trattamento con antidepressivi sospende il trattamento nei primi tre mesi di terapia ed oltre il 70% nei primi 6 mesi.

Anche nel caso di altre patologie l'aderenza terapeutica si dimostra bassa in maniera allarmante: si parla, infatti, di appena il 52-55% per pazienti in trattamento per l'ipertensione o per l'osteoporosi, 40-45% nel caso della terapia per il diabete di tipo II, 36-40% per l'insufficienza cardiaca e solo il 13-18% per l'asma e per le BPCO.

Strategie vincenti:

Nell'ampia gamma di strategie da attuare per migliorare l'aderenza terapeutica possiamo annoverare:

  • comunicazione efficace e rapporto di fiducia tra medico e paziente
  • ruolo attivo del paziente: comprensione e condivisione della terapia e dell'importanza dell'aderenza alla stessa, attraverso informazioni chiare, complete, comprensibili fornite al paziente dal medico e dal farmacista
  • incontri e controlli periodici per verificare la comprensione del trattamento e l'aderenza allo stesso
  • aiuto di familiari e/o volontari, medici, infermieri, farmacisti e altro personale sanitario
  • strumenti di automonitoraggio e autogestione quali, ad esempio, dispenser e alert elettronici
  • scelta di farmaci equivalenti per contenere il costo delle terapie (almeno 20% in meno) garantendo l'efficacia e la sicurezza delle stesse

FONTI:

http://www.who.int/chp/knowledge/publications/adherence_report/en/

http://www.motoresanita.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/12/Luigi-Zocchi.pdf

http://www.agenziafarmaco.gov.it/content/aderenza-alle-terapie-e-strategie-migliorare-l%E2%80%99uso-sicuro-ed-efficace-dei-farmaci