Occhio alla febbre d'estate

Il ministero della Saluto ha giocato stavolta d'anticipo, diramando, già lo scorso maggio, le sue “raccomandazioni” annuali in vista della stagione influenzale, che solitamente ha i suoi picchi tra dicembre e febbraio. E lo ha fatto per aiutare le Regioni ad attrezzarsi in tempo in materia di gare per i vaccini. Attenzione, però, perché il rischio di ammalarsi di qualche virus influenzale è sempre incombente, e la stagione estiva ne è tutt'altro che avulsa, con quel che richiede in termini di prevenzione e di cura.

 

Sin dall'inizio dell'estate l'Osservatorio Biomedico dell'Università di Milano ha anzi accertato un'impennata di forme virali (ve ne sarebbero almeno 26, secondo il virologo Fabrizio Pregliasco) “cugine dell'influenza” (e ricadute di febbri, malattie respiratorie, tracheiti, bronchiti e polmoniti estive), con una prevalenza pressoché raddoppiata rispetto all'anno scorso. E, per agosto, sulla scia degli andamenti stagionali pregressi, alcuni paventano rischi di un balzo ulteriore. 

 

Le ragioni di questo aumento sono ritenute essenzialmente due. Il primo è nei cambiamenti climatici, con repentini mutamenti, tipici di un ambiente divenuto “subtropicale”, che il nostro corpo fatica ad accettare. “Normalmente le ciglia vibratili convogliano il muco dagli alveoli in alto verso la trachea – spiega ancora Pregliasco - gli sbalzi termici, invece, determinano una paresi temporanea di queste ciglia e i virus passano”. 

 

L'altra ragione è nei livelli di inquinamento, che si alimentano soprattutto nei periodi carenti di piogge. “L'inquinamento provoca allergie che diventano il portone d'ingresso per infezioni virali e batteriche: si comincia con le reazioni asmatiche ai pollini e poi si passa alle bronchiti asmatiche e ogni tanto si arriva anche alla polmonite”, spiega a Il Giornale il medico Giacomo Milillo.

 

La febbre può dunque comparire, e va tenuta sotto controllo, anche nella “trousse” di chi va in vacanza. Prioritario, tra gli infiammatori non steroidei, il sempreverde paracetamolo che, oltre ad abbassare la febbre e ad alleviare le affezioni al tratto respiratorio, ha un effetto analgesico dinanzi a cefalee e dolori muscolari. Può esser utile inoltre l'acido acetisalicilico, che tuttavia presenta qualche controindicazione in più, soprattutto per i bambini. Ma si deve fare attenzione anche in sede di prevenzione. Bere molto, naturalmente, e curare l'igiene, soprattutto quando si mangia. E, per quanto possibile – dal vestiario agli orari di esposizione al sole, fino all'impiego, moderato, di ventilatori e condizionatori – limitare appunto gli sbalzi di temperatura che indeboliscono il corpo.

 

FONTI

 

farmacoecura.it

https://www.farmacoecura.it/influenza/curare-linfluenza-alcuni-consigli-dallistituto
-superiore-di-sanita/

 

salute.gov.it

http://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_1_1_1.jsp?lingua=italiano&menu=notizie&p
=dalministero&id=3386

 

correttainformazione.it

http://www.correttainformazione.it/influenza-luglio-2018/81667631.html

 

ilgiornale.it

http://www.ilgiornale.it/news/politica/arriva-lestate-torna-linfluenza-100mila-letto-febbre
-1539685.html

 

agenziafarmaco.gov.it

https://farmaci.agenziafarmaco.gov.it/aifa/servlet/PdfDownloadServlet?pdfFileName=
footer_008043_033070_FI.pdf&retry=0&sys=m0b1l3