Dolori e lesioni muscolari, i capisaldi di un buon recupero

“Uno degli equivoci più diffusi tra gli sportivi (specie in alcuni ambiti, come il culturismo) è che il dolore muscolare costituisca perlopiù un “buon segnale”, quasi una misura della qualità dell’allenamento. Questo può esser parzialmente vero solo se si tratta di sporadici e lievi fastidi, quali i cosiddetti “Doms” (Delayed Onset Muscle Soreness), ossia gli indolenzimenti muscolari a insorgenza ritardata. In generale, però, come ben sanno gli specialisti dell’ambito antalgico, il dolore non è mai un “bene”. Palesa al contrario qualcosa che non va e che il corpo fatica a reggere. A volte si tratta solo di qualche eccesso nello sforzo fisico, ma anch’esso tendenzialmente va evitato e contenuto in percorsi atletici ispirati alla gradualità.

Il correlato di tali equivoci è la tendenza a sottovalutare il dolore, che merita invece di essere preso in seria considerazione, specie in quanto può rivelare qualche forma di lesione muscolare. Prioritaria è allora la comprensione della natura del problema, in modo da mettere in atto i rimedi più appropriati, sul piano dei comportamenti quanto su quello farmacologico.

Il ventaglio delle possibili lesioni è infatti piuttosto esteso. La più lieve è la semplice “contrattura”, che provoca contrazioni muscolari e rigidità della fibra, con limiti alla mobilità e dolori che tendono a limitarsi ai momenti di impiego del muscolo. Poi si sale allo “stiramento”, che genera solitamente un dolore improvviso e acuto, sebbene ancora, perlopiù, sopportabile. Per entrambe le lesioni la prima medicina consigliata è il riposo: circa una settimana per la contrattura, almeno un paio in caso di stiramento, che tra l’altro richiede l’ausilio, quantomeno, di qualche impacco di ghiaccio.

Ben più grave l’insorgenza di uno “strappo”, rappresentato da una rottura delle fibre muscolari. Non sempre chi ne è vittima è in grado di auto-diagnosticarlo (eccetto nei casi più gravi, segnalati da dolori davvero lancinanti), in quanto a sua volta può essere di diversa natura. Può infatti essere di primo, secondo o terzo grado, in base al numero di fibre coinvolte, e solo nell’ultimo caso rappresenta una vera e propria lacerazione del muscolo. Sul da farsi, la differenza (oltre che nei tempi di recupero, in funzione del grado della lesione) sta nel fatto che la consultazione di uno specialista qui diventa un imperativo categorico (con eventuali ecografie o risonanze magnetiche, nonché sedute fisioterapiche), così come la sospensione dell’attività, anche lavorativa.

C’è comunque qualche aspetto che accomuna il trattamento dei vari tipi di lesioni muscolari. Oltre all’obbligo di riposo e al consiglio del ghiaccio, c’è anche l’indicazione trasversale sull’impiego di alcuni Fans, farmaci anti-infiammatori non steroidei, quali il ketoprofene, ibufrofene o diclofenac. Quest’ultimo, in particolare, è suggerito per il suo effetto antinfiammatorio, antipiretico e analgesico dinanzi a una varietà di stati dolorosi, anche di origine reumatica, oltre che per cefalee ed emicranie. Soprattutto, è indicato per il trattamento di traumi e lesioni muscolari. È di facile accesso e di ampia tollerabilità, tanto da essere “promosso” a farmaco da banco. Per questo tipo di medicinali, come per tutti i farmaci, permane comunque l’importanza del consiglio di un esperto, incluso il farmacista, e un’attenta lettura del foglietto illustrativo, per i possibili effetti avversi, specie di natura gastrointestinale. E vale, anzitutto, il concetto che il dolore muscolare non va trascurato, anche e soprattutto se si è atleti.

FONTI

paginemediche.it
https://www.paginemediche.it/medicina-e-prevenzione/disturbi-e-malattie/contrattura-stiramento-strappo-muscolare-le-differenze

pharmamedix.com
http://www.pharmamedix.com/principiovoce.php?pa=Diclofenac&vo=Indicazioni

wikipedia.org
https://it.wikipedia.org/wiki/Diclofenac

my-personaltrainer.it
http://www.my-personaltrainer.it/farmaci-malattie/farmaci-strappi-muscolari.html

my-personaltrainer.it
http://www.my-personaltrainer.it/rimedi/doms.html