Pillola anticoncezionale, strumento di regolarizzazione

L’Italia è ancora agli ultimi posti in Europa nell’uso della pillola anti-concezionale. A leggere i dati sul suo impiego (che vedono in basso, accanto a noi, Paesi come la Polonia, la Slovacchia e la Spagna), è chiara un’influenza di variabili religiose, naturalmente da rispettare. Nondimeno è importante avere per le donne   un quadro chiaro di oggettiva informazione, che ancora in molte aree del Belpaese manca. Anzitutto, come in tutte le scelte di salute, la miglior fonte di   informazione è il medico, per la sua conoscenza del paziente e dei possibili impatti, positivi o di rischio, sullo specifico stato di salute. Ciò detto, valgono alcuni concetti generali, spesso ignorati.

Il dato di fondo è che la i contraccettivi ormonali sono prioritariamente assunti per evitare gravidanze indesiderate, ma per alcuni di essi, l’effetto trascende tale obiettivo, includendo documentati effetti, che possono andare dalla riduzione delle incidenze di tumore all’ovaio e di patologie legate all’endometrio. L’assunzione di questi farmaci nella donna porta ad un ciclo mestruale è più regolare e la mestruazione è spesso meno dolorosa e le perdite ematiche meno abbondanti

Su ciò è importante una premessa storica. “Un tempo una donna, tra gravidanze e allattamento, mestruava circa 160 volte nell’arco della vita riproduttiva, contro le 400 di oggi, un grande cambiamento cui il corpo femminile non si è ancora abituato, non a caso, diminuendo le mestruazioni diminuiscono i problemi, anche di salute generale”, ricorda il professor Annibale Volpe, già presidente della Società Italiana della Contraccezione.

L’attualità è dunque che una donna italiana su cinque soffre di mestruazioni eccessive, che non sono solo fonte di dolore acuto, ma anche di perdita di ferro, a sua volta foriera di conseguenze sulla stanchezza, irritabilità, insonnia, capacità cognitive, senza contare l’impatto sulla vita lavorativa, e su quella sessuale. A recenti evidenze, è emerso ad esempio che l’uso di anticoncezionali a base di estradiolo riduca il flusso fino al 50%, regolarizzandolo, in sette donne su dieci.

In materia di possibili effetti avversi le moderne pillole hanno abbassato le soglie di rischio, tant’è che negli Stati Uniti fino all’89 venivano posti limiti minimi d’età che poi sono stati rimossi e si può arrivare ad una personalizzazione della prescrizione fino all’età perimenopausale.  L’azione di regolarizzazione della pillola non si limita solo al flusso mestruale. Infatti, secondo la Società Italiana dei Medici di Medicina Generale (Simmg), uno dei principi attivi più diffusi, il drospirenone, aiuta anche “a contrastare la ritenzione idrica, motivo per cui risulta particolarmente apprezzato soprattutto da parte di giovani donne”. Il consiglio medico è allora fondamentale su questi temi, altrettanto l’informazione generale a beneficio delle donne d’ogni età.

FONTI

Fimmg
http://fimmgformazione.org/sezione-scientifica/pillola-anticoncezionale-guida-alla-
corretta-prescrizione/


Zentiva
https://www.zentiva.it/prodotti/foglietti-illustrativi/mywy

Sicontraccezione.it
http://www.sicontraccezione.it/

Farmacoecura.it
https://www.farmacoecura.it/donna/pillola-anticoncezionale-quello-che-serve-sapere/

Huffingtonpost.it
https://www.huffingtonpost.it/2017/11/15/come-capire-se-il-tuo-ciclo-e-normale_a_23278177/

Iodonna.it
http://www.iodonna.it/benessere/salute-prevenzione/2016/02/22/pillola-e-mestruazioni
-10-cose-da-sapere/?refresh_ce-cp

Quotidianosanita.it
http://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/articolo.php?articolo_id=5230