Caso malaria, un po' di informazione

Nel rispetto della richiesta di riserbo rinnovata dai familiari della piccola trentina di 4 anni, morta per le complicanze della malaria, rimane la pubblica utilità di qualche informazione sanitaria essenziale, mettendo insieme le parole dei medici stessi, anche perché alcune sciocchezze (oggi si dicono “fake news”) sono purtroppo circolate.

Zanzara

Anzitutto, sul tragico fatto in sé, per chiarirne davvero le ragioni bisognerà attendere almeno qualche settimana, in particolare l'esito definitivo degli esami autoptici. L'autopsia ha già confermato la diagnosi della malaria, nella forma più letale, quella che colpisce in modo fulminante l'area cerebrale, ma si tratta ancora di identificarne lo specifico ceppo. Da questo si potrà tra l'altro capire se fosse lo stesso che aveva colpito una famiglia, di ritorno da un soggiorno in Burkina Faso,  ricoverata nello stesso nosocomio in cui era transitata la piccola.

L'ipotesi – l'unica minimamente plausibile – è infatti che sia stata punta da una zanzara infetta, il che è peraltro un evento remotissimo in Italia (la piccola non si era mai recata all'estero).La natura del tutto eccezionale dell'evento è inoltre data dal fatto che “le zanzare vivono poco e si spostano poco”, sottolinea il professor Massimo Andreoni, presidente della Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali, il che tra l'altro smentisce l'agitata ipotesi che l'animaletto sia potuto sbarcare da qualche barcone di migranti. Il solo rischio, benché remoto, è legato alla “zanzara rimasta in valigia”, dopo un veloce ritorno da un soggiorno in un Paese malarico, tant'è che le zone minimamente esposte in Italia sono i “quartieri cittadini attorno agli aeroporti”, ricorda Andreoni. Quindi siamo, e con tutta probabilità continueremo a essere, un paese sostanzialmente “libero dalla malaria”, come decretato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità dal 1970.

L'altro aspetto da conoscere è che si tratta oramai una patologia curabile, quantomeno nei Paesi come l'Italia, dov'è accessibile una diagnosi precoce e un'adeguata terapia farmacologica. La natura tragicamente eccezionale del caso della bambina è documentata anche dal fatto stesso che l'ultimo decesso in Italia per tale malattia risaliva a vent'anni fa.

Infine, non ultimo, è da tener presente che “la malaria non è una malattia contagiosa e non si trasmette da persona a persona”, ricorda Zeno Bisoffi, direttore del Centro per le Malattie tropicali dell’ospedale Sacro Cuore di Negrar. L'unica possibilità alternativa a una puntura infetta dalla zanzara Anopheles è quella di una trasfusione del sangue eseguita con una siringa anch'essa infetta, evento esso stesso poco credibile, per i rigidi protocolli osservati in materia negli ospedali italiani. Dinanzi alla remotissima ipotesi di un ritorno della pur curabile malattia nel nostro Paese, secondo l'epidemiologo senese Emanuele Montomoli, l'unica strada sarebbe quella di “tornare alle estese campagne di bonifica per disfarsi di questi insetti, come è stato fatto nel dopoguerra”.