Sport contro il diabete: il decalogo degli atleti.

35 pagine di informazioni e consigli di facile lettura. Una meritoria campagna (“Diabete: liberi di vincerlo – Alleniamoci a farlo!”), coordinata dagli stessi protagonisti, gli sportivi affetti da diabete, riuniti nell’Associazione Nazionale Italiana Atleti Diabetici (Aniad), anche per togliere di mezzo un preconcetto di fondo, quello che la malattia sia d’ostacolo all’attività fisica e alle sue performance. Il fatto non sussiste, e anzi vale il contrario: lo sport è un’arma cruciale per prevenire il diabete, e anche per contrastarlo, aiutando a tenere sotto controllo la glicemia, oltre a ridurre i grassi, la pressione, l’emoglobina glicata e altro.

Lo si legge perfino nelle ‘Memoires d’un diabetique’, libro di un medico diabetico della Parigi del 1830: non si sapeva granché della malattia, ma già il medico raccontava che dopo un lauto pasto correva sui boulevard di Parigi per stare meglio”, spiega il fondatore di Aniad Gerardo Gorigliano. Oggi che si sa molto sulla patologia sappiamo che serve qualche accorgimento, che del resto va letto e sostanzialmente seguito da chiunque, non solo da chi è coinvolto dal problema.

Sport contro il diabete: il decalogo degli atleti

Il “decalogo” prodotto dall’Associazione inizia (dopo l’appello a praticare appunto qualche attività motoria) con il consiglio alla gradualità: gli “strappi” non fanno bene, e soprattutto la prudenza iniziale – con aumenti progressivi – serve all’adattamento e alla comprensione di come reagisce il proprio metabolismo. Correlativamente, è utile mantenere una certa assiduità, essere più possibile costanti aiuta il metabolismo e migliora l’azione dell’insulina.

Su quali sport scegliere, benissimo le attività aerobiche (quali jogging, sci di fondo, nuoto, ciclismo), e anche quelle di squadra (calcio, basket, pallavolo ecc.), che tendono ad alternare la fase anaerobica con quella aerobica. Ma bene, comunque, qualsiasi moto di proprio gradimento: “Con la prudenza e la passione si può fare praticamente tutto, anche discipline teoricamente proibite”, ricorda Corigliano.

Qualche cautela in più in termini di monitoraggio del glucosio- prima e dopo l’esercizio, e con le nuove tecnologie anche durante – è raccomandata soprattutto alle persone affette da diabete di tipo 1. Per il resto, il caloroso incoraggiamento al movimentoè rivolto a tutti i pazienti, inclusi anziani, bambini e donne incinta. Per la cronaca, l’Aniad non si ferma alle parole, ma si mobilita nel fornire il buon esempio. In questi giorni è stata in prima linea nella “Corsa di Miguel”, lo sarà anche, tra l’altro, nella Maratona di Roma del prossimo 8 aprile.

Corriere della sera
http://www.corriere.it/salute/diabete/cards/sport-fa-bene-diabete-decalogo-praticarlo-sicurezza/sport-tutti_principale.shtml

Anaid
http://www.aniad.org/wp-content/uploads/2017/11/Vademecum-Diabete_liberi-di-vincerlo_alleniamoci-a-farlo.pdf

Askanews
http://www.askanews.it/cronaca/2018/01/03/torna-a-roma-la-corsa-di-miguel-in-gara-anche-i-pazienti-aniad-pn_20180103_00073/